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La scoperta dell'Asteroide doppio   1139 ATAMI

Tratto dalla quotidiano "LA PREALPINA"

In attesa che si concluda finalmente la completa realizzazione di tutte le opere che fanno capo

all’Osservatorio di Tradate all’interno di Parco Pineta, per ora in avanzato stato di esecuzione, la Fondazione FOAM13, ente gestore dell’osservatorio, ha è già potuto concretizzare l’acquisto di tutta la strumentazione digitale di acquisizione di immagini.

Questi nuovi e moderni strumenti di indagine verranno applicati al telescopio principale da 65 cm del futuro osservatorio FOAM13 e sono stati  acquistati grazie al sovvenzionamento da parte del Comune di Tradate e della Fondazione Comunitaria del Varesotto.

“Tutti questi strumenti”, ci spiega il Presidente dell’Osservatorio Roberto Crippa, “necessitano di lungo tempo per essere testati e messi a punto nel software e nell’hardware. Per questi motivi ho chiesto al professor Federico Manzini della Stazione Astronomica di Sozzago, in provincia di Novara, se poteva mettere a disposizione il telescopio Cassegrain da 40 cm di quell’osservatorio per una prova sul campo delle nostre nuove camere fotografiche digitali CCD”.

L’accordo prevedeva uno studio delle variazioni di luminosità di alcuni asteroidi, oggetti rocciosi testimoni della nascita del nostro Sistema Solare che hanno le dimensioni più varie, da poche centinaia di metri a qualche centinaio di chilometri e che si trovano essenzialmente fra l’orbita di Marte e quella di Giove. Dopo una accurata riduzione dei dati, si può anche risalire allo loro forma reale e alla loro composizione chimico fisica.

Gli asteroidi scelti per il lavoro congiunto avevano però una particolarità: i due osservatori volevano tenere sotto controllo alcuni “Mars Crosser”, asteroidi che intersecano l’orbita del pianeta Marte. Penetrando al suo intermo giungono anche molto vicini all’orbita della Terra e alcuni di questi, intersecando la nostra traiettoria, possono essere potenzialmente pericolosi per eventuali impatti distruttivi.

Durante lo studio dell’asteroide chiamato “Atami”, si è notato che la sua curva di luce era anomala e tipica di un asteroide binario, non composto cioè da un solo oggetto, ma da due corpi separati e orbitanti attorno al loro centro di massa.

“Gli asteroidi doppi sono rari e poco conosciuti”, ci dice lo scopritore Federico Manzini, “per cui sono stati informati i più grandi osservatori professionali e il dr. Behrend, dell’osservatorio di Ginevra, a cui fa capo un gruppo di lavoro internazionale totalmente dedicato allo studio degli asteroidi. Una ulteriore conferma di questa importante scoperta è giunta una decina di giorni fa dal più grande radiotelescopio del mondo, da 300 metri di diametro ad Arecibo in Messico, dove hanno osservato direttamente Atami per mezzo di onde radio e hanno trovato che si compone di due corpi quasi uguali di circa 7 km di diametro, distanti fra loro una trentina di km. Il periodo di rotazione dei due oggetti fra di loro è risultato essere di 27 ore e 25 minuti”.

“Questa scoperta”, continua Roberto Crippa, presidente della fondazione FOAM13, “ha una grande importanza: gli asteroidi sono rimasti praticamente intoccati da quando è nato il sistema solare 4 miliardi e mezzo di anni fa e una loro migliore analisi serve a indagare come si è originato il sistema solare. Alcuni di questi potrebbero diventare anche pericolosi per la Terra, e solo una più approfondita conoscenza di tutti i loro parametri fisici ci permetterà di attivare le giuste contromisure per evitare che possano diventare una minaccia distruttiva per l’intera umanità”.

L’osservatorio della fondazione FOAM13 è ubicato a Tradate in Via ai Ronchi  e sarà pronto per l’autunno del 2006; diventerà un importante centro di studio di questi piccoli oggetti del sistema solare che ancora oggi nascondono benissimo agli occhi degli uomini la loro natura.

 

Presidente FOAM13

Roberto Crippa

Presidente della SAS

Federico Manzini

 

Tutti i dati della scoperta della duplicità di ATAMI 1139 

Un nuovo articolo su corpi asteroidali binari appena scoperti nel Sistema Solare. Alcune conclusioni sono, per certi versi, innovative e assolutamente fuori del comune.  Ciò però dimostra quanto c'è ancora da scoprire nel cortile di casa, e non solamente nel profondo del cielo, a patto di dedicare tempo alle nostre attrezzature durante le notti serene e stellate.

Immagine ottenuta dal radiotelescopio di ARECIBO

Animazione del sistema di 1139 ATAMI

 

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