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Cometa 73P/Schwassmann-Wachma |
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Il
prossimo mese di Maggio, una cometa passera' a sole 0,08 Unita'
Astronomiche dal nostro pianeta (circa 12 Milioni di chilometri): si
tratta della periodica 73P/Schwassmann-Wachmann. Tale astro ha una
storia decisamente interessante: nel suo passaggio al perielio del
1995-1996, si frammento' in piu' componenti, aumentando il suo splendore
totale di ben sei magnitudini! Attualmente sono stati avvistati solo due dei tre frammenti osservati nel passaggio del 2001, quelli principali (ovvero i nuclei "C" e "B"). Nelle prossime settimane, grazie anche all'assenza del fastidioso chiarore della Luna, gli appassionati potranna individuarle, mentre si sposta nella parte settentrionale della costellazione della Vergine. L'Osservatorio FOAM13 e la Stazione Astronomica di Sozzago SAS , seguono questa cometa da alcuni mesi in collaborazione con l'Università di Ginevra |
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Componente C Immagini ottenute da Roberto Crippa, con Riflettore SIMAC da 250mm di diametro f/6.5 res 2,28"px. camera CCD HiSIS43 ME equipaggiata con KAF1603ME. Somma di 250m pose da 1 minuto |
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| Immagine del 12-04-2006 | Immagine del 14-04-2006 | ||
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| E' sempre più evidente l'unico getto di questa componete, rivolto verso il Sole. Queste immagini evidenziano la posizione polare del getto e del probabile asse di rotazione. | |||
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Componente B Immagini ottenute dal Prof. Federico Manzini Osservatorio SAS, con il Carissegrin da 400mm f/10, res. 0.68"px. e camera CCD HiSIS43 ME equipaggiata con KAF1603ME |
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| Immagine del 12-04-2006 | Immagine del 13-04-2006 | ||
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| Immagine del 12-04-2006 | Immagine del 12-04-2006 | ||
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| In questi due ingrandimenti, delle immagini del 12-04-2006 , si nota molto bene la frammentazione del nucleo B, rilevata per la prima volta al mondo dall' Osservatorio SAS del Prof. Federico Manzini | |||
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| Immagine del 21-04-2006 in falsi colori |
Incredibile immagine dell' HST del 19-04-2006 |
Immagine del 21-04-2006 | |
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Cometa 73P/Schwassmann-Wachmann 3 04 - Aprile - 2006
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Nel
percorrere la sua orbita, la SW3 si sta avvicinando ad una minima distanza
con il nostro Sole, il 7 giugno, prima di cominciare un altra rivoluzione
intorno al sistema solare; la cometa passerà vicinissima alla Terra il 12
maggio, ad una distanza di solo 11.7 milioni di km, ovvero 30 volte la
distanza fra Terra e la Luna. La
cometa attualmente contiene una catena di oltre 33 frammenti separati,
chiamati in ordine alfabetico e sparsi su parecchi gradi nel cielo (il
Sole e la Luna hanno un diametro apparente di circa mezzo grado). L
a FOAM13 con i Hubble
(http://www.spacetelescope.org/news/html/heic0605.html)
ha osservato due dei frammenti, B e G, subito dopo importanti “scoppi”
di attività. Le immagini risultanti rivelano che un processo stupefacente
di distruzione gerarchica sta avvenendo: i frammenti più grandi stanno
continuando a rompersi in pezzi sempre più piccoli. Parecchie
dozzine di "mini-frammenti" sono stati trovati, come trascinati,
dietro ad ogni frammento principale; sono probabilmente collegati con
l'espulsione di pezzi di materiale della superficie con le dimensioni di
una casa e possono essere osservati solo in queste immagini ad altissima
definizione di HST. Le
immagini in sequenza del frammento B, mostrate su un periodo di 3 giorni,
suggeriscono che i pezzi sono sospinti verso la coda, con il loro
materiale ghiacciato che degassa sulla superficie nella direzione del
Sole. I pezzi più piccoli hanno anche massa più bassa e, per questa
ragione, accelerano più velocemente dei pezzi più grandi allontanandosi
più rapidamente dal nucleo progenitore. Alcuni dei pezzi sembrano anche
dissiparsi completamente in brevissimo tempo. Già
nel passaggio del 2001 vicino al Sole la cometa appariva spezzattata, ma i
frammenti erano molto vicini fra loro. Le nuove bellissime osservazioni di
Hubble confermano ciò che ha iniziato a prodursi circa 11 anni fa. I
nuclei cometari sono relitti congelati della nascita del nostro sistema
solare e consistono di miscele porose e fragili di polvere e ghiaccio.
Possono rompersi in seguito a molti meccanismi differenti: per strappo di
forze mareali e gravitazionali quando passano vicino a grandi corpi (per
es., la cometa Shoemaker-Levy 9 si è fratturata in una ventina di corpi
secondari quando transitò vicino a Giove nel 1992, prima di piombarsi
nella sua atmosfera due anni più tardi). Altri fenomeni di fratturazione
possono essere dovuti alla rapida rotazione del nucleo, alle tensioni
termiche mentre passano in vicinanza del Sole, o a fenomenologie esplosive
(un po’ come i tappi delle bottiglie di champagne, quando i gas volatili
bloccati nella bottiglia li “scoppiano”). I
disfacimenti catastrofici possono essere l'ultimo destino della maggior
parte delle comete, anche la cometa Hyakutake nel 1996 e la cometa
c/1999S4 (LINEAR) nel 2000 erano andate incontro a rotture e
frammentazioni. L'analisi
e i dati ripresi anche dal nostro osservatorio di S. Barthélemy, mentre
la cometa SW3 si avvicina alla Terra e al Sole, possono rivelare quale di
questi meccanismi di disfacimento sta contribuendo alla sua disgegazione. Due
astronomi tedeschi, Arnold Schwassmann e Arno Arthur Wachmann, hanno
scoperto questa cometa nel 1930 durante una ricerca fotografica di
asteroidi: allora la cometa passò a solo 9.3 milioni di chilometri dalla
Terra (soltanto 24 volte la distanza della Terra-Luna). La cometa orbita
intorno al Sole ogni 5.4 anni, ma non è più stata osservata fino al
1979. Durante
l'autunno
del 1995, la cometa si è attivata enormemente e poco tempo dopo sono
stati identificati quattro nuclei separati, indicati con le lettere
"A", "B", "C" e "D"; il corpo
“C” è anche il più grande e corrisponde al residuo principale del
nucleo originale. Le circostanze geometriche dell’apparizione di
quest’anno (la posizione della Cometa in rapporto a quelle relative
della Terra e del Sole) possono essere parzialmente responsabili della
rilevazione di tanti nuovi frammenti, ma è anche probabile che la
disintegrazione della cometa stia ora per accelerare. A settembre potremo dire se vi saranno ancora frammenti sopravvissuti al calore del nostro Sole e se potremo sperare di rivedere la SW3 ancora fra 5 anni. |
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