Eclisse Anulare Kenya 2010               

 

L’ANELLO DI FUOCO AFRICANO

 

            Resoconto del viaggio da parte del vice presidente della Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate FOAM13, Roberto Cogliati , in occasione dell’eclissi anulare di sole avvenuta in Kenya il 15 Gennaio 2010.

 

            La mattina del  9 gennaio 2010 un gruppo di persone pronte all’avventura, ottimamente coordinati da Antonio Finazzi organizzatore della spedizione si sono ritrovate all’aeroporto di Milano Malpensa destinazione Kenya. Del gruppo,facevano parte numerose personalità del mondo dell’astronomia e dell’astrofisica, citandone due su tutti, Romano Serra e Luciano Burderi, i quali durante il viaggio, intratterranno i partecipanti con le loro esternazioni  filosofiche/scientifiche e Romano anche con alcuni originali esperimenti. Dopo un tranquillo viaggio in aereo  alle 21.30 (il fuso orario in Kenya è di 2 ore avanti rispetto all’Italia) siamo giunti all’hotel di Nairobi dove abbiamo avuto la possibilità di gustare alcune “prelibatezze” della cucina locale.

            La mattina seguente, davanti all’albergo, ci attendeva il “mezzo”  che ci ha accompagnato per tutto  l’avventuroso viaggio, si trattava di un imponente Overland a trazione integrale attrezzato con 22 posti a sedere. La nostra missione era triplice: Astronomica, Umanitaria e Naturalistica. In questi intensi sette giorni di straordinarie scoperte, ci hanno accompagnato due guide eccezionali che avevano raggiunto il Kenya 5 giorni prima di noi per organizzare al meglio la logistica del tour. Ivano, organizzatore del festival “lo spirito del pianeta”, reduce da molte missioni umanitarie, e Simayiai, una dolce e preparatissima ragazza maasai che da alcuni anni vive in Italia, gli stessi hanno acquistato una mucca che macellata e cucinata il giorno del nostro arrivo è stata ben gradita dal nostro gruppo e da tutto il villaggio maasai. Dopo aver sistemato i bagagli, quello personale e quello con gli aiuti umanitari, nei capienti vani dell’overland, partiamo alla volta di Merueshi, il villaggio maasai che diede i natali alla nostra guida,che per l’occasione ha potuto riabbracciare i genitori e 50 tra fratelli e sorelle!

L’ingresso al villaggio è stato a dir poco emozionante. Un centinaio fra uomini e donne ornati a festa con monili e abiti tradizionali coloratissimi ci hanno accolto con danze e canti accompagnandoci fino alle loro capanne costruite con argilla e sterco. Tra queste montiamo le nostre tende, dove abbiamo passato 2 notti “insolite”, tra ululati di cani e  insetti  girovaghi, a pochi passi da noi c’è persino un inquietante termitaio altro quasi 3 metri !  L’ ambiente  è fantastico con un andi-rivieni di masaai  che si muovono velocemente nel buio come se fosse giorno, impossibile per noi, abituati all’inquinamento luminoso  delle nostre città. Le uniche luci possibili durante le ore di buio sono le torce a pila e una lampada a kerosene che però teniamo a distanza per evitare di attirare migliaia di insetti. Sfruttando l’assenza di luci per noi insolita, il cielo sgombro da nubi ci offre uno spettacolo straordinario. Passiamo due giorni meravigliosi: il terreno argilloso e polveroso dipinge di rosso tutto ciò che sfiora e la sera, durante la cena, si era completamente al buio, niente torce e cibo sconosciuto alla vista, unica opportunità per evitare di mangiare gli insetti, che inevitabilmente la luce avrebbe attirato. Nell’oscurità qualcuno fa lo spiritoso e dice: <<se mentre masticate sentite “kranch”non sono gamberetti,ma non preoccupatevi sono comunque proteine…>> Nonostante tutto questo, non abbiamo rimpianto le comodità lasciate in patria. Anzi, il vivere a stretto contatto con gli indigeni, l’essere guidati da loro nella savana per cercare tracce del passaggio di animali, trovare orme di giraffa, seguirle per poi trovarsele di fronte cosi maestose ed eleganti ci riempiva di gioia e ci faceva dimenticare per un attimo che ben presto avremmo dovuto ritornare nel mondo “civilizzato”.      

Il terzo giorno distribuiamo il vestiario portato dall’Italia, e circa 20 quintali di mais e fagioli comprati sul posto. Lo stesso giorno visitiamo la scuola dove lasciamo materiale scolastico, il dispensario e un pozzo che attinge acqua alla profondità di 130 metri . Le attività che si svolgono in questi centri sono gestiti da infermieri e insegnanti locali, ma finanziati dall’organizzazione “lo spirito del pianeta”.

            All’indomani ci si alza di buon’ora e si parte per raggiungere il Parco di Amboseli, caratterizzato da pianure aride e boscaglie di arbusti e popolato da elefanti, bufali, iene, leoni e antilopi; è stato entusiasmante vedere tanti animali liberi. Le fotocamere di ogni tipo e marca vanno in fibrillazione cosi come i nostri occhi di fronte a tanta meraviglia.  Alcuni osservano con il binocolo …..

            Il quinto giorno, all’alba usciamo dai bungalow ed anche i più assonnati si rendono conto di tanta meraviglia. Con piacevole sorpresa scorgiamo in tutta la sua imponenza ciò che per l’intero giorno precedente ci era stato precluso dalle nuvole, sua Maestà il Kilimanjaro, che con i suoi 5892 metri è la montagna più alta del Continente Nero. Soddisfatti imbocchiamo la Transafrican  Highway diretti a Nakuru. Strada facendo ci fermiamo a un belvedere quotato 2660 metri dove possiamo ammirare uno scorcio della Rift valley, dal panorama mozzafiato.  La Rift Valley è un grande solco che si è formato con la separazione delle placche tettoniche africana ed araba iniziato 35 milioni di anni fa e si estende in direzione nord – sud per oltre 5000 km .  Avvicinandoci a Nakuru, quarta città del Kenya per grandezza, vediamo proprio di fronte una piccola montagna ricoperta da conifere, sono le vaste pendici del cratere Menengai  luogo deputato all’osservazione dell’eclissi, sia perché la linea di centralità passa vicinissima sia per l’incomparabile bellezza del luogo. Da buoni astrofili prima di accomodarci in hotel andiamo a perlustrare il sito dell’eclissi. Per arrivarci bisognava percorrere una strada forestale pagando un pedaggio di 300 scellini (3euro) a testa. Il posto era perfetto, la strada finiva dove ci saremmo appostati, eravamo quindi più tranquilli sapendo come arrivarci.

            Il giorno seguente è stata un’intensa giornata dedicata alla visita del Lake Nakuru National Park, caratterizzato da praterie di collina e lago alcalino dove i fenicotteri si radunano a decine di migliaia. L’ambiente era straordinario, surreale che ci lasciava tutti affascinati, a tal punto che per abbandonare il posto siamo stati ripetutamente richiamati all’ordine dalle nostre guide. Abbiamo avvistato dei rinoceronti neri e bianchi, leoni, facoceri , gazzelle e uccelli ,sia acquatici che terrestri , di cui ve ne sono molte specie(circa 450), ma ovviamente non abbiamo avuto il tempo ne la gioia di osservarle tutte.

            Venerdì 15, il giorno più atteso! Sveglia molto presto. Il primo sguardo è stato rivolto al cielo, la tensione era alle stelle, anzi in quel caso, alla stella, il Sole. Trepidanti facendo gli scongiuri  siamo saliti sul pulmino che in circa mezz’ora ci ha condotto al sito osservativo. Inizia ad albeggiare  e tutto prende colore. La vista spazia a 360°. Gli strumenti vengono posizionati.  Eravamo sul bordo di un cratere a 2278 metri , dove l’aria era fresca e la giacca a vento necessaria. Oltre al nostro gruppo erano presenti dei turisti francesi saliti fin lassù probabilmente per vedere il sorgere del sole,nessun strumento osservativo ….. Romantici .… Altri ospiti graditi alcuni  uccellini che con il loro cinguettio ci hanno accompagnato nei preparativi. Finalmente tutto pronto, mancava solo LUI il nostro astro che non si fa attendere e puntuale si presenta a noi in tutto il suo splendore dipingendo d’ambra l’orizzonte. Poco dopo purtroppo viene avvolto da nubi, ma al momento opportuno, quando la luna comincia ad intaccarne il disco torna a farsi vedere. E’ sempre emozionante vedere il sole oscurarsi poco a poco, inesorabilmente. L’abbassamento di luce che si percepisce benissimo accompagna la frenesia delle osservazioni e degli scatti fotografici. Certo non è magica e scientificamente importante come un eclissi totale, ma quando la luna è perfettamente nel centro del sole e l’anello è cosi preciso da far invidia a Giotto, come in questo caso ,i pensieri si concentrano sulle meraviglie che gratuitamente ci offre la natura e la felicità di poterle ammirare è infinita.

            Posso dire che il calo di luce non è stato cosi intenso come in Spagna  nel 2005 in quel di Valencia, anche perché, essendo la fase di anularità la più lunga del millennio (ben 11’08” alle Maldive), la porzione di superficie del sole rimasta “scoperta” è stata molto ampia(circa il 9%). In compenso l’effetto di diffrazione si è visto benissimo e si è osservato anche un bel gruppo di macchie.  Dopo aver atteso la fine della parzialità in uscita, riposto i vari attrezzi e fatta “la classica foto di gruppo”, ci siamo recati lungo la linea dell’equatore, distante circa 30 km . Giunti sul posto, dopo aver firmato il libro che testimonia il passaggio da nord a sud, il prof. Romano Serra, ci ha illustrato e mostrato particolari esperimenti, tra cui, uno di essi consisteva nel dimostrare che, come un piccolo pendolo di Focoult, appositamente portato da casa, facendolo oscillare, non si spostava dalla linea iniziale; una seconda dimostrazione consisteva nell’utilizzo di un imbuto, riempirlo di acqua fino all’orlo e facendola uscire sarebbe scorsa perfettamente dritta senza prendere quel moto a spirale tipico del nostro emisfero.. Naturalmente l’originalità di essi sta nel fatto di come sono stati concepiti e realizzati.

            Per concludere, con la speranza di non essermi dilungato troppo, vorrei fare un plauso per l’organizzazione del viaggio che, nonostante sia stato breve, ha risposto perfettamente alle mie aspettative e,sono sicuro, a quelle degli amici che hanno partecipato, ai quali rivolgo un ringraziamento per la loro simpatica compagnia e disponibilità.

Grazie a tutti,

 

 

Vice Presidente

FOAM13

Roberto Cogliati

 

Luogo Eclissi

Cratere Menengai (Nakuru) 2278 mt KENYA
Latitudine 0,1782°S
Longitudine 36,0932°E
Ora locale 1’contatto 07.06.29
  2’contatto 08.24.52
  3’contatto 08.33.19
 

4’contatto 10.13.33

Magnitudine 0,954

Durata anularità

8 min 27 sec

 

 Filmato del Viaggio    

 

Le Immagini del Viaggio " Anello di Fuoco Africano "

 

Si parte e siamo in aereo W il Kenia e la nostra guida Simayiai La mano della guida, che ci guida con la guida. Merueshi il villaggio Maasai della nostra guida
La gente del luogo ci osserva curiosa Compriamo il mais e fagioli per il villaggio Maasai Marueshi. Distribuzione degli aiuti.
Distribuzione degli aiuti. i tavoli per i lauti pranzi Futuri Guerrieri Maasai Guerrieri Maasai
Il papà della nostra guida Simayiai Il papà dell guida in compagnia di sua figlia Simayiai e Ivano Carcano. Il Vice Presidente FOAM13 in compagnia delle termiti Vice Presidente FOAM13 in compagnia con Vittorio Vice Presidente FOAM13 in compagnia del gruppo
Vice Presidente FOAM13, finalmente in compagnia da solo con i suoi pensieri. Al Villaggio Masaai Gruppo con Maasai Buon Appettito.......... La cucina
Il piatto del giorno Relax serale La Scuola di Merrueshi Al centro il Preside Gli alunni 
Il Dispensario L'acquedotto con il serbatoio dell'acqua Fabbricante di stuzzicadenti Mercato colorato
Donna colorata Bimba al mercato colorato Che belle banane Che fatica tirare il carretto Lodge del Parco di Amboseli
Alba ad Amboseli Sullo sfondo il Kilimangiaro Ingresso al Lake Nakuro National Park Animali..animali...animali....
Animali..animali...animali....
Animali..animali...animali.... ????
Animali..animali...animali.... Dopo numerose ricerche scientifiche, il Cogliati ha scoperto che si tratta di una coppia di HETEROHYRAX BRUCEI, volgarmente PROCAVIA. Dopo numerose ricerche scientifiche, il Cogliati ha scoperto che si tratta di una specie di sauro  appartenente alla famiglia degli Agamidae, chiamato Agama-Agama.  Uno scorcio della Rift Valley Keniota
Cascate del Parco Nakuru  Veduta del Lago  Il cratere Menengai luogo di osservazione dell'eclisse Impossibile perdersi
Finalmente all'equatore, ma il GPS  era indeciso, NORD o SUD? Nel dubbio stiamo con un piede di quì e l'altro di là !
 

Alcune delle immagini dell'Eclisse Africana

 

   
  Riprese dell'Eclisse del Vice presidente FOAM13 Roberto Cogliati  
   
  Stupenda sequenza realizzata da Antonio Finazzi  

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