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L’ANELLO
DI FUOCO AFRICANO
Resoconto del viaggio da parte del vice
presidente della Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate FOAM13,
Roberto La mattina del 9 gennaio 2010 un gruppo di persone pronte all’avventura, ottimamente coordinati da Antonio Finazzi organizzatore della spedizione si sono ritrovate all’aeroporto di Milano Malpensa destinazione Kenya. Del gruppo,facevano parte numerose personalità del mondo dell’astronomia e dell’astrofisica, citandone due su tutti, Romano Serra e Luciano Burderi, i quali durante il viaggio, intratterranno i partecipanti con le loro esternazioni filosofiche/scientifiche e Romano anche con alcuni originali esperimenti. Dopo un tranquillo viaggio in aereo alle 21.30 (il fuso orario in Kenya è di 2 ore avanti rispetto all’Italia) siamo giunti all’hotel di Nairobi dove abbiamo avuto la possibilità di gustare alcune “prelibatezze” della cucina locale. La mattina seguente, davanti all’albergo, ci attendeva il “mezzo” che ci ha accompagnato per tutto l’avventuroso viaggio, si trattava di un imponente Overland a trazione integrale attrezzato con 22 posti a sedere. La nostra missione era triplice: Astronomica, Umanitaria e Naturalistica. In questi intensi sette giorni di straordinarie scoperte, ci hanno accompagnato due guide eccezionali che avevano raggiunto il Kenya 5 giorni prima di noi per organizzare al meglio la logistica del tour. Ivano, organizzatore del festival “lo spirito del pianeta”, reduce da molte missioni umanitarie, e Simayiai, una dolce e preparatissima ragazza maasai che da alcuni anni vive in Italia, gli stessi hanno acquistato una mucca che macellata e cucinata il giorno del nostro arrivo è stata ben gradita dal nostro gruppo e da tutto il villaggio maasai. Dopo aver sistemato i bagagli, quello personale e quello con gli aiuti umanitari, nei capienti vani dell’overland, partiamo alla volta di Merueshi, il villaggio maasai che diede i natali alla nostra guida,che per l’occasione ha potuto riabbracciare i genitori e 50 tra fratelli e sorelle! L’ingresso
al villaggio è stato a dir poco emozionante. Un centinaio fra uomini e
donne ornati a festa con monili e abiti tradizionali coloratissimi ci
hanno accolto con danze e canti accompagnandoci fino alle loro capanne
costruite con argilla e sterco. Tra queste montiamo le nostre tende,
dove abbiamo passato 2 notti “insolite”, tra ululati di cani e
insetti girovaghi, a
pochi passi da noi c’è persino un inquietante termitaio altro quasi Il
terzo giorno distribuiamo il vestiario portato dall’Italia, e circa 20
quintali di mais e fagioli comprati sul posto. Lo stesso giorno
visitiamo la scuola dove lasciamo materiale scolastico, il dispensario e
un pozzo che attinge acqua alla profondità di All’indomani ci si alza di buon’ora e si parte per raggiungere il Parco di Amboseli, caratterizzato da pianure aride e boscaglie di arbusti e popolato da elefanti, bufali, iene, leoni e antilopi; è stato entusiasmante vedere tanti animali liberi. Le fotocamere di ogni tipo e marca vanno in fibrillazione cosi come i nostri occhi di fronte a tanta meraviglia. Alcuni osservano con il binocolo …..
Il
quinto giorno, all’alba usciamo dai bungalow ed anche i più assonnati
si rendono conto di tanta meraviglia. Con piacevole sorpresa scorgiamo
in tutta la sua imponenza ciò che per l’intero giorno precedente ci
era stato precluso dalle nuvole, sua Maestà il Kilimanjaro, che con i
suoi Il giorno seguente è stata un’intensa giornata dedicata alla visita del Lake Nakuru National Park, caratterizzato da praterie di collina e lago alcalino dove i fenicotteri si radunano a decine di migliaia. L’ambiente era straordinario, surreale che ci lasciava tutti affascinati, a tal punto che per abbandonare il posto siamo stati ripetutamente richiamati all’ordine dalle nostre guide. Abbiamo avvistato dei rinoceronti neri e bianchi, leoni, facoceri , gazzelle e uccelli ,sia acquatici che terrestri , di cui ve ne sono molte specie(circa 450), ma ovviamente non abbiamo avuto il tempo ne la gioia di osservarle tutte.
Venerdì
15, il giorno più atteso! Sveglia molto presto. Il primo sguardo è
stato rivolto al cielo, la tensione era alle stelle, anzi in quel caso,
alla stella, il Sole. Trepidanti facendo gli scongiuri
siamo saliti sul pulmino che in circa mezz’ora ci ha condotto
al sito osservativo. Inizia ad albeggiare
e tutto prende colore. La vista spazia a 360°. Gli strumenti
vengono posizionati. Eravamo
sul bordo di un cratere a
Posso
dire che il calo di luce non è stato cosi intenso come in Spagna
nel Per concludere, con la speranza di non essermi dilungato troppo, vorrei fare un plauso per l’organizzazione del viaggio che, nonostante sia stato breve, ha risposto perfettamente alle mie aspettative e,sono sicuro, a quelle degli amici che hanno partecipato, ai quali rivolgo un ringraziamento per la loro simpatica compagnia e disponibilità. Grazie a tutti,
Vice Presidente FOAM13 Roberto
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