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Domenica
27 Luglio 2008 è partito dall’Aeroporto di Malpensa un gruppo di
studiosi e ricercatori italiani per un viaggio/spedizione il cui
obiettivo principale era l’osservazione dell’eclisse totale di Sole
in Mongolia.
Tra i partecipanti alla spedizione erano presenti Roberto
Cogliati
, Vice Presidente della Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate
Messier13 (FOAM13). “Giunti in Mongolia – ha riferito
Cogliati
– siamo immediatamente entrati in contatto con una natura sterminata e
incontaminata: la Mongolia è grande cinque volte l’Italia ed ha solo 2.500.000
abitanti, dei quali 1.000.000 vivono nella capitale Ulaanbaatar. Il Nord
della Mongolia è quasi tutto verde e alcune vette superano i
4.000 metri
, mentre il Sud è formato da grandi altipiani desertici ad oltre
1.500 metri
di altitudine. Il sito scelto per osservare e studiare l’eclisse è
stato raggiunto dopo tre giorni con un’iniziale volo interno in
Mongolia della durata di 3 ore, al quale hanno fatto seguito
400 km
. di fuoristrada e notti in tenda.”.
“Il
primo agosto 2008, il giorno dell’eclisse di sole, - ha precisato il
Vice Presidente della “FOAM13” - alle ore 19.02 locali il cielo era
perfettamente limpido ed ha permesso di effettuare numerosi esperimenti
durante l’osservazione del fenomeno; nella spettacolare fase della
totalità la Corona Solare si è presentata molto allungata ai poli,
come accade quando il Sole si trova nella fase di minima attività.
Sempre durante la totalità sono state osservate una serie di piccole
protuberanze ed una di queste si è evoluta sotto i nostri occhi e si è
staccata dalla fotosfera, ossia dalla superficie del Sole. La
temperatura, mentre la luce scemava con l’aumentare della parzialità,
si è abbassata di oltre 8°C; è stato proprio in quei minuti che un
fastidioso esercito di zanzare, approfittando del fatto che noi
astrofili eravamo tutti impegnati nelle osservazioni, nelle
foto-osservazioni e nelle riprese, ci ha attaccato senza alcuna pietà e
senza esclusione di colpi.
Terminata l’eclissi di Sole il nuovo
obiettivo era tornare presso la capitale della Mongolia, distante circa
2000 chilometri: anche se stanchi, finalmente dopo otto giorni a bordo
dei fuoristrada, attraversando piste polverose e pericolose, a volte
rese viscide dalla pioggia, ma comunque sempre accompagnati dalla
soddisfazione di aver assistito ad un fenomeno astronomico tra i più
belli che la natura possa offrire, siamo tornati a Ulaanbaatar; durante
il viaggio di ritorno il paesaggio, ricco di colori e di numerose
mandrie di animali selvaggi è stato spettacolare e indescrivibile.”.
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