IL Cielo di  Argoli

Parlando della Luna "Buzz Aldrin e Tito Stagno"

 

Il racconto della più grande avventura intrapresa dall’uomo, narrata da uno dei tre uomini che ne presero parte. L’ospite d’onore de “Il Cielo di Argoli 2010″: l’astronauta Buzz Aldrin, l’uomo che, insieme a Neil Alden Armstrong, mise per la prima volta piede sul nostro satellite, ci racconterà in prima persona questa grande avventura. Sarà presente con lui il giornalista Tito Stagno, che raccontò agli Italiani in diretta TV l’evento di quel 20 Luglio 1969.

A condurre l’evento il fisico e divulgatore Ettore Perozzi con la compagnia della scrittrice e fisico Anna Parisi.

 

Una delegazione della FOAM13 e' stata invitata alla manifestazione che si è tenuta il 18 Luglio a Taglicozzo in Provincia dell'Aquila. Giuseppe Macalli e Paolo Ostinelli hanno partecipato con emozione alla manifestazione e sono riusciti ad avvicinarsi e a farsi fotografare insieme a Buzz Aldrin e Tito Stagno, tutti e due estremamente cortesi e disponibili.

 

 

 

 

 

Secondo  Moonwalker. Atterrò nel Mare dell Tranquillità insieme al celebre Comandante Neil Armstrong, designato come primo essere umano a camminare su un'altro mondo. Aldrin, Star incontrastata della convention tenutasi a Londra nell'ottobre del 2007, sempre inseguito da centinaia di persone. Mestiere difficile quello della Star. Impeccabile  e gentile ha dispensato strette di mano a tutti non tirandosi mai indietro. Complimenti! Vista la sua non più giovane età (77 anni) E' parso comunque, più giovane di molti cinquantenni presenti al meeting. Edwin "Buzz" Aldrin oltre ad Apollo11, ha partecipato  ad una missione Gemini, (XI) dove effettuò una EVA (uscita extraveicolare). Aldrin, dopo la missione che gli ha dato fama mondiale, una volta tornato sulla Terra fu colto dalla malinconia, si chiuse in se stesso e furono anni difficili, cosa poteva fare di più dopo aver camminato sulla Luna? Oggi è un  signore sereno, si è costruito una nuova vita insieme alla sua compagna, l'adorabile Lois, che lo segue sempre in tutti i suoi numerosi viaggi. Persona squisita, Lois sa cosa si prova a stare vicino ad un mito vivente! Ma sa anche sdrammatizzare, vi riporto un sua battuta: "Devi sapere che Buzzy (lo chiama così) sa andare sulla Luna, ma... non sa fare il caffè!".

 

Per Gentile concessione Dott. Luigi Pizzimenti

È stato uno dei più popolari conduttori del telegiornale negli anni sessanta e nei primi anni settanta. Nel 1961 fu il telecronista che commentò il primo volo di Gagarin intorno alla Terra. Il fervore e l'esattezza con cui parlò dell'impresa ebbero tali consensi da indurre i dirigenti RAI ad affidargli le trasmissioni in diretta e i servizi del telegiornale in occasione di tutti i lanci di sonde spaziali o astronavi pilotate.

Nel 1966, alla vigilia del Programma Apollo, venne inviato negli Stati Uniti per un viaggio di studio e di aggiornamento. Fu così che conobbe gli artefici principali della conquista della Luna e poté vedere nascere le macchine che avrebbero portato l'uomo sul satellite. L'evento che gli dà grande notorietà avviene nel luglio 1969 ed è l'indimenticabile diretta televisiva, una "veglia" entrata nell'immaginario collettivo di gran parte degli italiani, la missione Apollo 11commentata insieme a Ruggero Orlando da Houston. I due giornalisti durante la diretta ebbero un battibecco perché non si trovarono d'accordo sul momento preciso dell'allunaggio degli astronauti. Era la sera del 20 Luglio 1969.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per Gentile concessione Dott. Luigi Pizzimenti

 

 

 

 

 

 

Bellissimo filmato (You Tube)della manifestazione: 

 

IL Cielo di  Argoli

Parlando della Luna "Buzz Aldrin e Tito Stagno"

 

Aldrin: sfrutteremo i minerali, ma i piani della Nasa sono da rivedere

 

ANTONIO LO CAMPO 

da "La Stampa"

Quando torneremo sulla Luna? Non molto presto... e lo si dovrà fare in modo diverso rispetto alle nostre missioni Apollo».

Buzz Aldrin ha compiuto 80 anni il 20 gennaio, ma ha mantenuto tutto l’entusiasmo e la grinta dei tempi eroici di Apollo 11: l’ex pilota del modulo lunare, con cui scese sul nostro satellite assieme a Neil Armstrong il 20 luglio 1969, ha le idee chiare in un’epoca che sembra averle confuse sul futuro dell’esplorazione spaziale. L’ultimo «show» l’ha fatto l’altro giorno ad Avezzano, in provincia dell'Aquila (la città che ha lo stesso nome del modulo lunare «Eagle»), invitato in Italia dalle associazioni «Il cielo di Argoli» e «Terre di confine».

Un modellino del celebre «Lem» cade dal tavolino e lui con uno scatto lo riprende, lo alza e lo fa discendere lentamente, simulando la fantastica e drammatica discesa di quella notte di 41 anni fa che paralizzò il mondo davanti a radio e tv. «Nel 2004 fu avviato un programma per riportarci sulla Luna entro il 2020 - spiega - ma non era poi molto diverso dall'Apollo, sebbene più complesso: la differenza era che per lanciare la navicella principale, e poi il modulo lunare, erano necessari 2 lanci di 2 razzi diversi. Apollo, invece, lo poteva fare con il solo Saturno V. Ecco perché ora si è deciso di rivedere tutto: l’amministrazione Obama vuole nuove risposte già entro la fine dell’anno».

Intanto, però, gli Usa rischiano di essere presi in contropiede da Cina e India: che cosa pensa di questo ritardo?
«Credo sia giusto che Cina e India tentino una strada che per loro è nuova. Ma non per noi, che l'esplorazione lunare iniziale l'abbiamo già portata a termine. Se dobbiamo tornarci, dobbiamo farlo con l'obiettivo di creare una base stabile, anche per sfruttare le risorse minerarie».

E poi c'è Marte, la «nuova frontiera» che Obamaha caldeggiato nell’ultimo discorso sul futuro dell'esplorazione spaziale. Sarà possibile raggiungerlo con un equipaggio umano?
«Credo di sì, nel 2040. Ma quella per Marte è una missione complessa che va sviluppata a tappe e con il lancio di diversi tipi di veicoli, sia cargo automatici per il trasporto di materiali e habitat sia navicelle, più piccole, per l'invio degli equipaggi».

In pratica come avverrebbe la spedizione?
«Arrivare direttamente su Marte può essere troppo complesso e quindi credo sia importante sfruttare Phobos, una delle sue lune, come base d'appoggio prima dell'arrivo sul Pianeta Rosso. Dopo un anno di permanenza lì, gli astronauti potrebbero sbarcare finalmente su Marte, con maggiori garanzie di sicurezza. Phobos, inoltre, potrà essere sfruttata come un “magazzino” per i materiali e i rifornimenti».

Saranno necessari nuovimetodi di propulsione?
«Questo è un problema secondario, quello principale riguarda le risorse finanziarie. Poi un metodo per arrivarci si troverà di sicuro».

Intanto, Nasa a parte, Obama crede molto nel contributo dei privati. E lei?
«Sì, ma solo per ciò che concerne la spola tra la Terra e le orbite intorno a noi. Sarà sempre la Nasa, invece, a occuparsi dell'esplorazione vera e propria e quindi dei progetti Luna e Marte e delle sonde. Nel frattempo abbiamo completato la Stazione spaziale ed è giusto sfruttare le sue grandi potenzialità fino al 2020 e oltre». Ma dal prossimo anno non potrà più essere raggiunta da uno shuttle americano: che cosa succederà? «In effetti per un po' dovremo affidarci alla Sojuz russa».

L’anno scorso il mondo ha celebrato i 40 anni del primo allunaggio: è vero che, nonostante l’adrenalina, dormì mentre era sulla Luna? «Sì,mapoco poco [in italiano]».

Poi celebrò un rito, è vero?
«Sì, da appartenente alla chiesa presbiteriana celebrai un breve rito religioso. Ma fu fatto al di fuori delle comunicazioni radio per rispetto agli appartenenti delle altre religioni. Noi eravamo arrivati lassù in pace per tutta l'umanità, come recitava la targhetta sul Lem e come rappresentato dallo stemma della missione: il ramoscello d’ulivo tenuto dall’aquila che si posa sulla Luna».

Un ricordo che non l’abbandona?
«Il rientro verso la Terra: dopo l'attraversamento dell’atmosfera, il black-out nelle comunicazioni e la decelerazione che fece aumentare di 5-6 volte il peso del nostro corpo, finalmente vedemmo il blu del cielo e a 7 chilometri d’altezza confermammo l'apertura dei paracadute. La sensazione più bella, dopo l'ammaraggio, fu sentire
l'odore del mare, perché dopo 8 giorni tra aria artificiale di Apollo, Lem e scafandri, e dopo aver sentito persino l'odore della polvere lunare attaccata alle nostre tute, simile a quello della cenere o del carbone, il profumo dell'acqua era la conferma che da qualche parte eravamo arrivati. Ed eravamo arrivati nel posto giusto...».

 

 


Buzz Aldrin Astronauta
RUOLO: IN ORBITACONLA GEMINI 12, NEL 1966, E’ PARTE DELL'EQUIPAGGIO DI RISERVA DELL'APOLLO 8. VIENE ASSEGNATOADAPOLLO 11 COMEPILOTA DEL LEME SBARCA SULLALUNA IL 20 LUGLIO 1969

Buzz Aldrin, la moglie Lois e Tito Stagno

alle spalle Paolo Ostinelli e Giuseppe Macalli

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