L’Accademia Internazionale di Astronautica (in inglese: International Academy of Astronautics, o “IAA”) 

creò al suo interno negli anni ‘70 il “SETI Committee”, cioè una sezione dell’Accademia stessa a cui facessero riferimento gli 

scienziati di tutto il mondo che si occupano di SETI. Acronimo inglese di Search for Extra-Terrestrial Intelligence (Ricerca di 

Intelligenze Extraterrestri), il SETI è un programma che usa i più grandi radiotelescopi al mondo e i migliori computers per 

verificare se, sulla Terra, stiano arrivando dei messaggi radio o laser da altre civiltà.

 

 

 

 

Il SETI Committee dell’IAA studia gli aspetti scientifici e tecnologici del SETI. Esso stabilisce inoltre dei “protocolli” atti 

all’individuazione, analisi, verifica, ed eventuale invio di una risposta ai segnali provenienti da altre civiltà extraterrestri. 

Infine, il SETI Committee organizza simposi altamente scientifici nell’ottica di  cooperazione allargata all’intera comunità scientifica internazionale.

 

 

OBIETTIVO del SIMPOSIO

Il programma SETI effettua ricerche astronomiche per trovare segnali, sia radio che laser, provenienti da altre civiltà 

extraterrestri e in genere da pianeti che orbitano intorno ad altre stelle della Via Lattea. Dal 1960 in poi, i più grandi 

radiotelescopi del mondo hanno condotto ricerche SETI, anche se solo occasionalmente.

Si è ricercato soprattutto sulla frequenza radio intorno ai 1420 MHz (riga di emissione dell’idrogeno neutro). 

Le ricerche SETI di segnali ad impulsi laser sono state invece portate avanti dagli anni ‘90 in poi. Tutti questi tentativi di 

ricerca di segnali extraterrestri vengono oggi denominati “SETI Passivo (Passive SETI)”.

Solo di recente, nuove tipologie di SETI, chiamate “Active SETI” o anche “METI” (“Messages to ETI”) sono state prese in 

considerazione dai radio-astronomi e sono stati condotti alcuni tentativi di trasmissione di segnali in grado di raggiungere 

ipotetiche civiltà extraterrestri.Inoltre, la scoperta (dal 1995 in poi) di migliaia di pianeti al di fuori del sistema solare presuppone 

che sia il Passive che l’Active SETI possano essere diretti verso i pianeti situati all’interno delle zone abitabili intorno alle 

rispettive stelle, incrementando ulteriormente la probabilità di successo del SETI.

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