Il Sole     e il Laboratorio Eliofisico

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sull'attività del Sole

FONDAZIONE OSSERVATORIO ASTRONOMICO MESSIER 13 – TRADATE (VA)

16 OTTOBRE 2008

IL SOLE GIOCHERELLONE

 

Le macchie solari arrivano o non arrivano? Il nostro Sole ha concluso il suo ciclo di attività numero 23, lasciando spazio al 24° o no? Perché qualcuno afferma che il Sole sta ritardando l’inizio del nuovo ciclo di 11 anni con il pericolo di una nuova mini era glaciale?

Molte domande come queste negli ultimi mesi sono state rivolte a chi si occupa di fenomeni solari; quando c’è incertezza le risposte sono varie e contraddittorie come anche in questo caso: i responsabili della missione SOHO (SOlar Heliospheric Observatory) a tal proposito non si sbilanciano molto; i responsabili della sonda ULISSE riferiscono che il flusso del vento solare rivelato dalla sonda è il più basso degli ultimi 50 anni; i responsabili della NASA smorzano i toni dichiarando che la tranquillità solare del 2008 non è assolutamente un ritorno del “minimo di Maunder”, poiché sono state già osservate alcune macchie solari del prossimo ciclo solare e ciò suggerisce che il nuovo ed atteso ciclo è sul punto di presentarsi.

La zona attiva rilevata agli inizi del gennaio 2008 ha fatto sperare che il nuovo ciclo, il 24°, stesse cominciando tanto che il N.O.A.A. (National Oceanic and Atmospheric Administration) gli aveva assegnato la numerazione 10981 (fig.1), inoltre la latitudine a 27 gradi Nord e la polarità della zona attiva erano chiari segni del nuovo ciclo.

Una sorpresa però attendeva gli scienziati e gli specialisti del Sole: oltre a questa zona attiva vi era in concomitanza un altro gruppo di macchie che, però, da un’analisi magnetica risultava appartenere ancora al vecchio ciclo e cioè al 23°.

Il N.O.A.A., nell’aprile del 2007, aveva organizzato una conferenza stampa insieme a un pool internazionale di esperti solari ed insieme avevano fatto una previsione: il 24° ciclo solare sarebbe iniziato nel marzo 2008 (più o meno sei mesi); gli scienziati, inoltre, nella circostanza, si erano divisi equamente tra chi prevedeva un ciclo attivo e chi, invece,  poco attivo. Le due scuole di pensiero solo su un punto concordavano: prima sarebbe cominciato il nuovo ciclo solare, maggiore sarebbe stata la probabilità di un ciclo molto attivo con numerose macchie solari e grandi tempeste.

Le ultime previsioni del National Oceanic and Atmospheric Administration stimavano come data del probabile inizio del nuovo ciclo solare il marzo del 2008, con un picco di massima attività tra la fine del 2011 e circa la metà del 2012; un primo gruppo di lavoro ha previsto un ciclo medio-forte intorno alle 140 macchie solari (± 20), mentre un secondo gruppo pensa ad un ciclo debole stimando circa 90 sunspots (±10) per l’agosto 2012.

L’incertezza di tutte queste previsione rivela, comunque, anche l’utilizzo di tecniche sperimentali sofisticate; i progressi e le scoperte in questo campo sono in continua crescita ed evoluzione; l’importanza di capire l’andamento di un ciclo solare coinvolge il clima, le telecomunicazioni, la biologia, l’utilizzo dell’elettronica e molto altro ancora; sappiamo bene che la società umana è esposta ai rischi di tempeste elettromagnetiche del nostro Sole durante la sua massima attività; ricordiamo, infatti, come il 13 marzo 1989 a Montreal, una forte tempesta elettromagnetica provocata dalla nostra stella ha privato 6 milioni di persone dell’energia elettrica per ben 9 ore.

Tra le tecniche molto semplici per misurare la lunghezza di un minimo solare vi è quello di contare le macchie solari visibili in un giorno: è il metodo più semplice e datato, ma probabilmente è il più efficace.

L’attuale minimo solare ha avuto, fino alla fine del mese di settembre del 2008, circa 400 giorni senza macchie solari di una certa importanza: A "spotless day" is a day with no sunspots. se confrontiamo questo valore ai precedenti dieci minimi solari (309, 273, 272, 227, 446, 269, 568, 534, 1019 e 931), emerge che questo periodo privo di macchie si colloca circa a metà The current count of 362 spotless days is not even close to the longest.dei minimi solari; inoltre, paradossalmente, alcuni fisici solari “fanno buon viso a cattivo gioco” in merito al periodo di calma solare, poiché "ciò ci dà la possibilità di studiare il sole senza le complicazioni delle macchie solari" - come afferma il decano Pesnell del Goddard Space Flight Center – "proprio nel momento in cui abbiamo a disposizione la migliore strumentazione della storia che al momento sta  esaminando il Sole, come SOHO, HINODE, ACE, STEREO e così via …”.

Certo sarebbe stato difficile in un altro periodo storico considerare un Sole senza macchie interessante o addirittura utile ai fini della ricerca scientifica. Tutti i dubbi sull’ampiezza del prossimo ciclo solare, comunque, verranno fugati con la comparsa delle prime macchie solari. E l’11 ottobre 2008, nonostante un’attività solare bassa, ecco un piccolo gruppo di macchie del 24° ciclo solare, numerato come NOAA AR 1005 (fig.2). Il Sole si comporta sempre normalmente seguendo le leggi della fisica a cui deve obbedire; l’uomo, invece, sempre più consapevole della propria breve vita rispetto a quella del Sole, va alla ricerca di risposte sempre più precise ma anche più veloci; il nostro Sole, comunque sia, è l’astro che permette la vita sul nostro pianeta e  osservarlo produce sempre sensazioni uniche, anche quando, da buon giocherellone, si diverte a spazientire gli astronomi.

Fig.1 Il primo gruppo di macchie solari del 24° ciclo con numerazione AR10981 N27Lo246 è sorto il 4 gennaio 2008 tra il bordo solare e il meridiano centrale; le macchie sono rimaste visibili per 3 giorni e sono tramontate il successivo 13 gennaio. L’Fig. 211 ottobre 2008 è comparso un piccolo gruppo di macchie del 24° ciclo solare numerato come NOAA AR 1005; l’attività solare rimane comunque bassa anche se dai dati rilevati da SOHO il 10 ottobre 2008 l’arrivo di un forte vento solare proveniente da un foro della corona solare ha prodotto disturbi sul nostro pianeta.

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