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Personalità che hanno visitato l'Osservatorio |
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Il 7 Maggio 2009 una gradita visita alla Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate Dott. Raoul Behreng |
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Con
L'Università di Ginevra nella persona del Dott. Raoul Behrend la
FOAM13, collabora per la ricerca e lo studio fotometrico degli asteroidi,
comete e stelle variabili.Un campo di ricerca molto trascurato da professionisti e
dilettanti è quello della osservazione fotometrica degli asteroidi. Lo
scopo è stabilirne il periodo di rotazione dall’andamento della curva
di luce (in modo analogo a quello che si fa per le stelle variabili).
Solo per una piccola frazione degli asteroidi conosciuti, circa 2000, è
noto il periodo di rotazione (appena il 2% di quelli numerati!), quindi
in questo settore c’è ancora spazio per tutti. Il tipo di osservazione più semplice fa ricorso alla fotometria
differenziale, senza l’impiego di costosi filtri fotometrici standard.
Questa tecnica consiste nello stabilire la differenza di magnitudine fra l’asteroide
e una stella di confronto (non variabile), di magnitudine e colore simile
posta nella stessa immagine. In queste condizioni non è necessario
correggere per l’assorbimento atmosferico e le variazioni della curva di
luce consentono di stabilirne facilmente il periodo. Per controllo basta
verificare, con la stessa stella di confronto, che un’altra stella di
campo non subisca oscillazioni di magnitudine. Parecchi asteroidi hanno
periodi di qualche ora, quindi è possibile stabilirne il valore esatto
con osservazioni fatte in una/due notti. Ci sono dei buoni motivi per l’osservazione fotometrica degli
asteroidi. Uno è che le osservazioni sulla curva di luce possono essere
utilizzate per determinare la forma del corpo e l’orientazione dell’asse
di rotazione dell’asteroide. Queste informazioni sono essenziali per
pianificare le future missioni spaziali. Anche la semplice determinazione di un maggior numero di periodi è interessante. Fino ad ora sono stati trovati pochissimi oggetti con periodi inferiori alle 2,25 ore (limite al di sotto del quale un oggetto composto da un’aggregazione di corpi si sfascia). Questo significa che la maggior parte degli asteroidi, anche piccoli, sono formati dall’aggregazione di corpi indipendenti e non da blocchi unici. Una maggiore statistica sui periodi permetterebbe di determinare la dimensione fisica al di sotto della quale si ha la transizione dall’asteroide composto a quello monolitico. |
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