Personalità che hanno visitato l'Osservatorio

Prof. Claudio Maccone

Progettazione Satelliti Artificiali Alenia Spazio ed è 

uno dei più importanti scienziati SETI a livello mondiale.

29 Maggio 2010

Una vita per la matematica, un grande contributo per l'astrofisica.

Fisico-matematico torinese, è uno dei più importanti scienziati SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) a livello mondiale. Nato a Torino il 6 febbraio del 1948, ha conseguito le lauree in fisica e in matematica col massimo dei voti.

Nel 1980 ha ottenuto un dottorato in matematica nel King's College di Londra. In seguito ha lavorato all'azienda aerospaziale torinese Aeritalia come esperto tecnico per la progettazione di satelliti artificiali.

E' autore di due libri pubblicati esclusivamente in lingua inglese: “Telecommunications, KLT and Relativity” (IPI Press) e “The Sun as a Gravitational Lens: Proposed Space Missions” (IPI Press).

Nel 2000 è stato eletto co-Vice Presidente del SETI Permanent Study Group. Responsabile del progetto Lunar Farside Radio Lab e membro del Consiglio Direttivo di IARA, Italian Amateur Radio Astronomy, ove ricopre la carica di consigliere scientifico e responsabile del settore SETI. Nel 2002 ha ricevuto il "Giordano Bruno Award" e il "Searching for Interstellar Communications Award".

Ha scritto più di 70 articoli tecnici e scientifici, di cui la maggior parte è stata pubblicata nella rivista "Acta Astronautica".

 "Claudio Maccone, è anche un esperto di tecniche al Alenia Spazio a Torino, ha partecipato alla progettazione di alcune missioni spaziali scientifiche e presentato una proposta di una missione spaziale a sfruttare le ingrandimenti radio fornito dalla lente gravitazionale del Sole "(IAU Minor Planet Circolari 43.382 e 54.279). I dati su questo asteroide sono disponibili sul sito della NASA

Il 2 settembre 2001 l'asteroide 11.264 è stato chiamato "ClaudioMaccone" in suo onore dalla International Astronomical Union (IAU).

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Claudio Macconi ha proposto un'importante collaborazione con la nuova Sezione SETI dell'Osservatorio FOAM per attivare in Europa il progetto TEOSETI, Tradate European Optical SETI, la ricerca di eventuali segnali laser interstellari, insieme agli Osservatori di Lick in California e al Keck da 10 metri delle Isole Hawaii, con l' Università di Harvard, della Smithsonian Institute  e dell'Università della California Berkeley, casa natale dei progetti SERENDIP e SETI.

 Il gruppo potrebbe essere diretto da Geoffrey Marcy, il famosissimo cacciatore di pianeti extrasolari, e il progetto implica l'esame di registrazioni di segnali laser continui durante, la ricerca di Pianeti Extrasolari.

Il Presidente Roberto Crippa ha già allacciato contatti per poter avere e utilizzare strumentazioni specifiche che verrebbero fornite dagli Istituti stessi.

Ultime Notizie:

Claudio Maccone è stato nominato Direttore Tecnico dell’IAA, International Academy of Astronautics per l’esplorazione scientifica dello spazio.

L'annuncio ufficiale sulla Newsletter dell'Accademia Internazionale di Astronautica
http://iaaweb.org/content/view/170/286/

Intervista di Bruno Moretti IK2WQA 

(Resp. Progetto SETI-FOAM13, che ringraziamo per l'organizzazione dell'incontro) 

a Claudio Maccone su Carl Sagan  

Claudio Maccone, fisico-matematico torinese, è uno dei più importanti scienziati SETI a livello mondiale.
Ha lavorato per molti anni all'Alenia Spazio, collabora con l'Istituto di Radioastronomia dell'INAF e con il programma SETI Italia ed è membro a vita dell'Accademia Internazionale di Astronautica (IAA) ove è co-chair del SETI Permanent Study Group e responsabile del progetto Lunar Farside Radio Lab che prevede la costruzione di un radiotelescopio RFI-free sulla faccia nascosta della Luna.
E' membro del Consiglio Direttivo di IARA, Italian Amateur Radio Astronomy, ove ricopre la carica di consigliere scientifico e responsabile del settore SETI.
Ha ricevuto il
"Giordano Bruno Award" e il "Searching for Interstellar Communications Award"
E' autore di due libri esclusivamente in inglese: "Telecommunications, KLT and Relativity" e "The Sun as a Gravitational Lens: Proposed Space Missions" e ha scritto numerosi articoli pubblicati su Acta Astronautica, organo dell'IAA.
Essendo mio caro amico da molti anni, l'ho intervistato sulla sua conoscenza con Carl Sagan nel decennale della scomparsa.

Bruno Moretti: Claudio, come e quando hai conosciuto Carl?
Claudio Maccone: Conobbi Carl Sagan la sera dell'11 ottobre 1992 in un hotel di Barstow, in California, sulla strada che va da San Bernardino al deserto del Mojave, dove ci sono le grandi antenne del Deep Space Network della NASA.
Il giorno dopo (12 ottobre 1992 = 500 anni esatti dopo lo sbarco di Cristoforo Colombo in America) la NASA avrebbe inaugurato il proprio grande programma SETI (N.d.R.: programma poi purtroppo soppresso) e Carl Sagan era l'ospite principale.
La NASA aveva organizzato ben undici pullmann di scienziati (fra i quali il sottoscritto) per partecipare all'evento.
Il programma prevedeva: partenza da Pasadena forse alle ore 12 dell'11 ottobre, cena e notte a Barstow in un hotel (a mie spese) con discorso di Carl Sagan sul SETI (dinner speech).
Poi, al mattino dopo, viaggio a Goldstone nel Mojave, innaugurazione ufficiale, pranzo al sacco e ritorno a Pasadena in tarda serata.

Bruno Moretti: Chi vi ha presentato?
Claudio Maccone: Dopo il dinner speech di Sagan, fu Don Tarter a presentarmi a lui.

Bruno Moretti: Di cosa avete parlato?
Claudio Maccone: Io girai subito la conversazione sul "Sole come lente gravitazionale" (che era il mio forte) e lui mi disse "let me understand" (tr. it.: fammi capire, spiegami) e gli spiegai che derivava dalla formula di Einstein della deflessione delle onde radio di sorgenti lontane che passino tangenti alla superficie del Sole (N.d.R.: Effetto Einstein's Cross).
La conclusione è che esse focalizzano a 550 Unità Astronomiche dal Sole.

Bruno Moretti: E Carl cosa disse in proposito?
Claudio Maccone: Sagan rimase colpito, perche` non aveva mai trattato questo argomento nei suoi libri divulgativi prima di allora.

Bruno Moretti: Avete avuto anche scambi epistolari?
Claudio Maccone: Ci scambiammo gli indirizzi.
Mesi dopo mi scrisse una lettera in proposito (allora non c'era la posta elettronica) ed io credo di aver ancora conservato la sua lettera (ma dovrei cercarla...).
Anni dopo comprai a New York il suo libro "Pale Blue Dot" (mi sembra) dove lui trattò finalmente anche di questo fenomeno per intensificare i deboli segnali di ET nel SETI, e per rispondere ad ETI con lo stesso trucco di usare il Sole come lente gravitazionale.
Solo che, non vivendo io in America, ed avendo io e Greg Matloff fatto un seminario su queste cose alla Cornell University, dove Sagan insegnava, egli nel suo libro cita Matloff a questo proposito, e non me.
Del resto, il mio libro sul Sole come lente gravitazionale non venne pubblicato per la prima volta che nel 1997, dopo la morte di Sagan (N.d.R.: il libro è "The Sun as a Gravitational Lens: Proposed Space Missions").

 

La scienza italiana alle Nazioni Unite: Claudio Maccone presenta il PAC a Vienna

Claudio Maccone United Nations Power Point presentation:
Proposing a new radio-quiet zone on the Farside of the Moon
(Claudio Maccone courtesy)

 
L'astronomia ottica, assediata e accecata dall'inquinamento luminoso provocato da un uso irrazionale e sprecone dell'illuminazione pubblica, è scappata a rifugiarsi negli angoli più bui della Terra, dal deserto di Atacama alle Isole Hawaii. Non ha questa possibilità la radioastronomia che fin dai suoi inizi è stata afflitta sempre più dalle radio interferenze umane (RFI) da terra, aerei e satelliti. Questa "menomazione" può solo aumentare e, secondo i radioastronomi, entro i prossimi 20-30 anni "accecherà" quasi completamente i radiotelescopi terrestri e anche un eventuale radiotelescopio spaziale, pur se attenuato, soffrirebbe dello stesso problema.
Per nostra fortuna madre natura ci ha regalato una Luna che ha una faccia sempre opposta alla Terra, cioè naturalmente radioschermata anche rispetto ai satelliti geostazionari.

L'immagine evidenzia il radio Quiet Cone sulla faccia nascosta della Luna, ove si calcola un abbattimento
dell'interferenza da radiofrequenza (RFI) dovuta alle attività umane > 180 dB. (Claudio Maccone courtesy)

In questa zona, nel cratere Daedalus, i nostri discendenti potranno costruire un radiotelescopio totalmente RFI-free, sia per continuare le ricerche di radioastrofisica ormai impossibili sulla Terra, sia per cercare di discriminare dal noise (rumore cosmico di fondo) i debolissimi segnali provenienti da eventuali civiltà extraterrestri (SETI, Search for Extra Terrestrial Intelligence).
Come aveva preannunciato all'Università dell'Insubria al nostro recente  Convegno di Varese
"50° OZMA Bioastronomia SETI , il fisico-matematico Dr. Claudio Maccone Ph. D., Co-chair SETI Permanent Study Group of International Academy of Astronautics, Direttore del Progetto Lunar Farside Radio Lab dell'IAA, life member ad honorem SETI ITALIA "G. Cocconi", giovedì 10 giugno 2010 ha presentato e illustrato a Vienna, presso l' UNCOPUOS, United Nations Committee on the Peaceful Uses of Outer Space (Commissione delle Nazioni Unite sull'uso pacifico dello spazio extra-atmosferico) dell'UNOOSA, United Nations Office for Outer Space Affairs (Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari dello Spazio Extra-atmosferico) il suo progetto PAC, Protected Antipode Circle (Cerchio Antipodale Protetto) che richiede che una zona importante della faccia nascosta della Luna e il radio-quiet-cone (cono di radio quiete) che la sovrasta, per le loro caratteristiche fisiche peculiari, siano dichiarati "Patrimonio dell'Umanità" e preservati da trattati internazionali, PRIMA dell'assalto colonizzatore alla Luna da parte dei privati e dei Paesi emergenti che si avrà nei prossimi decenni.


i filmati (in italiano) degli interventi di Claudio Maccone al recente
Convegno di Varese "50° Ozma Bioastronomia SETI"

e, più in generale, l' articolo (in italiano)
Dal SETI Italiano la difesa da Deep Impact (e molto altro)

 

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LA scienza italiana alle Nazioni Unite: Claudio Maccone presenta il PAC a Vienna

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